La Val Luretta
La Val Luretta non è mai nominata tra le valli principali della provincia di Piacenza, ma qui sulle colline piacentine ha una sua forte identità, anche perché il torrente Luretta da cui prende il nome si immette nel fiume Trebbia ormai nei pressi del Po.
Descrivere la Val Luretta vuol dire parlare di natura, ma anche di castelli, pievi, case fortificate costruite durante il Medioevo e segno di quanto questo territorio a cavallo tra le valli del Tidone, del Trebbia e appunto del Luretta fu conteso: Monteventano, Montecanino, Pomaro, Montebello, Cuccavello, San Gabriele, Vidiano e i castelli, ancora in larga parte abitati, di Gazzola, Agazzano, Pisignano, Monticello, il castello della Boffalora, della Bastardina, di Grintorto, di Buriona di Cantone, di Tavernago, di Mirabello, di Montebolzone e di Sarturano.
Tra i centri, che sono anche mete di villeggiatura estiva, vale la pena di segnalare Piozzano, comune di relativamente recente costituzione (1877), che va a costituirsi quale porta privilegiata sulla Val Luretta. La zona rientra nel percorso della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e della ippovia "Andando per castelli". Il maggiore centro della Val Luretta è Agazzano, le sue origini con ogni probabilità sono romane, ma i documenti testimoniano la sua esistenza a partire dal XIII secolo, quando fu saccheggiato dalle truppe dell'imperatore Federico II di Svevia. Successivamente entrò nell'orbita feudale della famiglia Scotti, che lo tenne, a parte brevi interregni degli Arcelli, fino al XVIII secolo. Oggi la sua economia è basata prevalentemente sull'agricoltura e sul turismo. Offre al visitatore un'ampia piazza, un teatro, palazzi antichi e la Rocca del Trecento (visitabile) in ottimo stato di conservazione, al cui fianco si erge il Palazzo settecentesco circondato da giardini.
La storia documentata del Castello di Boffalora ha origine con la famiglia degli Arcelli, titolari di cospicui possedimenti feudali nella media e alta Val Tidone, fino a Pianello e a Corticelli. Gli Arcelli si dedicarono, nel XIII sec., ad attività economiche mercantili, organizzando compagnie commerciali e bancarie, con proprio rappresentanti nelle principali piazze commerciali del mondo cristiano e dell’oriente mediterraneo. Da allora si sono susseguiti tanti proprietari ma il castello mantiene visibile l'impianto Medievale originario.
Il castello della Bastardina risale al Duecento, fu eretto per difendere un’importante strada del sale e fu profondamente trasformato nei secoli successivi. Oggi appare con il suo impianto quadrangolare con torri agli angoli e una al centro della facciata, è possibile visitarlo tra aprile ed ottobre, nei giorni festivi.
A sud di Agazzano, verso la pianura si trova il comune di Gazzola la cui sede municipale è posta nel castello risalente alla prima metà del XIV secolo, dagli evidenti rimaneggiamenti di età barocca. A testimoniare violenze e splendori degli antichi casati rimangono la Torre di Momeliano, i castelli di Monticello e di Lisignano. In questa zona, nel 218 a. C., durante la seconda guerra punica, sulla riva sinistra del Trebbia, tra Gossolengo e Tuna, si schierò l’esercito di Annibale che sconfisse quello romano comandato dal console Publio Cornelio Scipione. Da Gazzola si arriva facilmente a Rivergaro amena località turistica, il cui castello, oggi Villa Anguissola Scotti, sottoposto durante il Medioevo a numerosi assedi, fu ristrutturato alla fine del XVIII secolo e vanta una bella facciata neoclassica con colonne binate e timpano. Si consiglia una visita alla parrocchiale di Sant’ Agata in stile neoclassico e al seicentesco oratorio di San Rocco.